giovedì 14 febbraio 2013

Terra e cielo

Era una storia antica. Una storia tramandata di cuore in cuore. Le parole che la evocavano erano incise su una pergamena. Una pergamena custodita gelosamente dal Grande libraio. Era la storia del cielo e della terra. E del loro incontro.
A quei tempi la terra era arida. La sabbia copriva ogni angolo del globo: tutto era deserto. E non c’era uomo che si specchiasse in quella desolazione. Solo il cielo lambiva la terra e la amava come se stesso. Vedeva in lei una promessa di vita. Una speranza sotto quella sabbia.
Aveva provato a illuminarla con il calore del suo sole. A rilassarla con il pallore diamantino della sua luna. Ma la terra restava arida e distante. Il cielo sconfortato cercò di accarezzarla con una brezza leggera, che di giorno in giorno si faceva sempre più forte e coinvolgente. Dalla terra però si alzavano solo polveroni di sabbia e sotto la sabbia c’era altra sabbia.
Polveroni dolorosi perché tutto continuava ad essere arido e deserto. Il cielo, però, non si arrese e cercò di fecondarla con le sue stelle, sperando che il loro bagliore e il loro calore dessero la vita a quella distesa di sabbia dorata. Anche le stelle, però, vennero risucchiate e sembravano svanite nel nulla.
A quel punto il cielo si fece sempre più cupo. Nel suo cuore coltivava il dolore. Un dolore grande e sconvolgente che non aveva mezzo per esprimersi, se non sciogliersi in pianto. Una pioggia profonda cadde sulla terra e penetrò in quel deserto, proprio mentre il firmamento decise di voltare le spalle al suo grande amore.
La pioggia irrorò la terra, si fece strada nel suo cuore e, pian piano, tra le dune si fecero largo piccoli fiori colorati. Dopo i fiori le piante e via via gli animali e gli uomini. Da quel giorno, una terra prima arida e distante dal cielo, guardava a lui come alla sua speranza e al suo sogno. E provava ad accarezzarlo con le piante, a toccarlo con i grattacieli e a venerarlo con parole e canzoni. La terra si popolò di luci che nella notte volevano “imitare” le stelle. Ma la terra sapeva di non essere il cielo. Non era elegante e delicato come lui. E aveva bisogno di rivedere in viso il firmamento, quel firmamento che aveva pianto per lei. Voleva godere con lui della benedizione della vita, che quelle lacrime avevano fatto fiorire nella sabbia.
Sulla pergamena manca un lembo. Non si sa se e quando la terra riuscì a incontrare di nuovo il cielo. Ma il Grande libraio, ogni volta che rilegge quelle parole, arrotola la pergamena con un sorriso che spunta dalla sua barba lunga e bianca. 

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